venerdì 7 aprile 2017

Avocado al cioccolato con melograno e pistacchi

Inizio la mia nuova sezione sulle creme vegetali, tempo libero permettendo, una serie di ricette che ho già realizzato. Hanno la caratteristica d'essere delle creme vegetali, senza utilizzo di prodotti d'origine animale.
Iniziamo con il classico: la crema all'avocado. Non è una novità in assoluto sono diversi anni che la sua polpa viene adoperata a freddo in sostituzione della panna o del latte, quando è maturo la sua polpa è bella morbida e cremosa dal sapore che può ricordare la mandorla. Un frutto che permette di rivisitare le ricette dei flan e delle creme sia per le ricette dolci che per le ricette salate che non richiedono cottura.
Ho voluto adoperare la parte esterna dell'avocado, perché mi ricorda un uovo, siamo vicino a Pasqua e possiamo fare fare un quasi simile uovo vegetale dolce, quando l'avocado è maturo viene via con facilità.
In genere non vendono avocado maturo, per farlo maturare occorre metterli nella carta da giornale e lasciarli qualche giorno fuori dal frigorifero.
Ho adoperato per zuccherare lo sciroppo d'agave perché secondo si mescola meglio con la polpa dell'avocado, in alternativa il miele oppure lo zucchero a velo che permette più facilmente di fare crema dal momento che si tratta di una crema cruda.
In questa ricetta indico la quantità degli ingredienti che però io realizzo sempre ad occhio, assaggiando è difficile non farlo ma cosi ci si rende conto se manca di qualcosa :-).
Ho decorato la ricetta con melograno e pistacchi per la mia "anima" medio orientale che ogni tanto in cucina salta fuori all'improvviso.

Avocado al cioccolato con melograno e pistacchi
ingredienti per 4 persone
2 avocado maturi
40 g di cioccolato amaro in polvere
40 g sciroppo d'agave 
1 melograno oppure una confezione di melograno già sgranato
Pistacchi in granella, fragole e menta per decorare il piatto.

lavare il melograno e ricavarne i chicchi rossi, evitare questo passaggio se acquistate chicchi di melograno già puliti.
Lavare bene i due avocado, dividerli in due e togliere il nocciolo.
Con un coltello incidere tra la buccia e la polpa dell'avocado, che viene via facilmente e conservare la buccia del frutto intera.
Mettere in un mixer o anche schiacciando con un forchetta, la polpa dell'avocado, lo sciroppo d'agave e il cioccolato amaro, si ridurrà come una crema, assaggiate e regolate di gusto a piacere per il cacao e il dolce dello sciroppo d'agave.
Prendere le buccia intere dell'avocado e distribuire uniformemente la crema al cacao.
Decorare con il melograno, qualche granella di pistacchio e mettere in frigorifero prima di servire a tavola, è consiglialbile guarnire il piatto con qualche fragola e qualche foglia di menta.
Buon Appetito

Per saperne di più:
L'avocado è un frutto arrivato sulle nostre tavole solo recentemente negli anni '80. Originario del Messico e del Guatemala, come il cioccolato, deve il suo nome alla parola atzeca "ahuactal" cioè testicolo, per la sua forma che ricorda questa parte del corpo umano.
Molte persone evitano l'avocado per i grassi contenuti, che però sono grassi monoinsaturi, delle serie dei grassi "buoni" per la salute del cuore. Un frutto interessante anche per la quantità di fibra contenuta (6,7 per 100 g.).
Dal punto di vista nutrizionale è interessante il contenuto d'antiossidanti, indice TAC è di 1933 μmo, considerato uno punteggio medio alto. Tra gli antiossidanti contenuti spiccano le Proantocianidine, una porzione 100 g di avocado crudo contiene circa 7 mg Proantocianidine, sono dei polifenoli come quelli contenuti nel vino che avrebbero la funzione di proteggere le cellule del sangue contro lo stress ossidativo.

venerdì 31 marzo 2017

Torta di Mandorle, Pistacchi e Lime dei Caraibi

Le ricette nascono e crescono, ti seguono si evolvono, le si porta con se, sono come dei fermo immagine della propria vita.
La storia di questa Torta nasce in Oriente ed esattamente in Persia, dove sono stato per otto mesi, non ho inventato nulla, una torta di Mandorle e Pistacchi che si distingueva per il profumo d'acqua di rose e fior d'arancio, per una strano caso del destino mi ricordava l'Europa, in particolare Capri e la Caprese, ma senza cioccolato, limone e liquore, proibito nei paesi musulmani.
Un anno dopo mi trovavo già nelle Key's le isole della Florida ed esattamente a Key West, forse nel periodo più bello e felice della mia vita. Tutti i giorni mangiavo a colazione la Key Lime Pie, buonissima quella crema con il profumo di questo agrume, il lime ne basta poco ed è un sapore pungente, che nei dolci mi piace molto.
Ancora adesso quando sento il profumo del lime, la mia mente torna a quel cielo e mare azzurro che separa la Florida da Cuba. Trasformare le esperienze di vita in cucina, si mettono insieme le cose, i ricordi, gli ingredienti, possono non dire nulla ma nel bene e nel male sono parte della tua vita e delle tue esperienze.
Tutto si può sostituire in questa torta in modo particolare l'agrume, può essere fatta anche con il Cedro, l'Arancio, se non avete Lime adoperate dei limoni verdi, oppure come nell'originale l'acqua di fior d'arancio e l'acqua di rose.
Se proprio volete essere originali il Bergamotto oppure ancora lo Yuzu, l'agrume giapponese.
La farina di mandorle potete farla voi a casa frullando le mandorle già pulite con un po di zucchero, personalmente mi piace aggiungere un po di mandorle con la buccia perché danno una nota di gusto che non mi dispiace.
Il liquore adoperato è fatta in casa con lime come il limoncello, l'ho trovato qui , in alternativa altro liquore all'agrume che avete sempre scelto, ricordo che in Calabria hanno degli ottimi liquori al Bergamotto e al Cedro.


Torta di Mandorle, Pistacchi e Lime dei Caraibi

Ingredienti:
180 g. di farina di mandorle (oppure 130 g di mandorle pelate e 50 g mandorle con la buccia, qualche minuto in forno e poi frullate con 1 cucchiaio di zucchero)
40 g. di pistacchi sminuzzati non salati o in granella per dolci
50 g. d'amido di mais
2 lime bio ( 1 bergamotto o 1 cedro )
3 uova bio
150 g di burro 
150 g di zucchero
1 bicchierino di liquore al lime (bergamotto o cedro)
1/2 bustina di lievito vanigliato per dolci
1 Bustina di zucchero a velo

Prendere le uova e due ciotole da cucina grande in una mettere i bianchi dell'uovo e riporre in frigorifero, nell'altro il rosso d'uovo, aggiungere lo zucchero è sbattere affinché il composto cambio il colore e fili, aiutatevi con uno sbattitore elettrico o una frusta a mano.
Recuperare le zeste dei lime, le bucce mi raccomando solo la buccia
Mettere nel mix le mandorle con 1 cucchiaio di zucchero per ottenere una farina di mandorle.
Mettere il burro a sciogliere a bagno maria
Nel recipiente dei rossi d'uovo sbattuti con lo zucchero mettere, la farina di mandorle, i pistacchi tritati, le zeste del lime , l'amido di mais, e lavorate il tutto con la frusta a mano montando il composto.
Prendere la ciotola dei bianchi d'uovo in frigorifero, aggiungere un pizzico di sale e montarli a neve ferma.
Aggiungere i bianchi montati al composto dal basso verso l'alto, piano, per non smontare le uova
Infine aggiungere prima il bicchierino di liquore al lime e girare con la frusta e poi aggiungere il lievito per dolci, circa mezza bustina.
Preparare la teglia per andare in forno, io metto carta da cucina, chi lo desidero può adoperare il metodo classico spalmare burro e poi spolverare di farina, girando la teglia per fare perdere la farina in eccesso.
Versare il composto della teglia e mettere in forno a 160° per circa 40 minuti, controllare con uno stecchino che la torta sia asciutta all'interno.
Tirare fuori dal forno, lasciare raffreddare e cospargere di abbondante zucchero a velo.

Per saperne di più:
Il Lime il cui nome Citrus aurantiifolia, non arriva dal Medio Oriente e nemmeno dalla Cina come altri agrumi ma dal Sud Est asiatico dai paesi come la Malesia e le Filippine.
A portarlo in Europa furono per primi gli arabi, in particolare in Andalusia e furono proprio i Spagnoli a portarlo in America, nei Caraibi e in Messico.
In Europa grandi quantità di Lime vennero portate dagli inglesi, che trasferirono le coltivazioni dalla Malesia all'India.
In parole molto semplici preferivano portare i lime dall'India che acquistare il limone dal Mediterraneo, un vezzo tipicamente inglese.
In America questa pianta si ambienta molto bene ed in pochi anni trova uso sia nei piatti tradizionali in cucina e nella produzione di sciroppi a livello industriale.
Il succo e le bucce di lime si abbinano molto bene la rhum e la canna da zucchero, viene utilizzato per i cocktail come Caipirinha, Mojito, i dolci come la Key Lime Pie, il lime è uno di componenti fondamentali per la marinata per preparazione del ceviche il pesce crudo marinato del Perù, famoso in tutto il mondo.
Interessante uso che viene fatto in Medio Oriente dove i lime vengono seccati  e poi ridotti in polvere e adoperati in cucina come spezie, viene chiamata polvere di limone..
In Iran si usano per dare gusto alle zuppe, in Iraq invece si aggiunge al riso per dare profumo oppure all'olio di oliva per renderlo più aromatico..
Senza rendermene conto ho adoperato il lime per fare questa ricetta che è un ingrediente della cucina iraniana, in una torta d'origine iraniana ma che avevo sempre mangiato con acqua di fior d'arancio e l'acqua di rose.


lunedì 13 febbraio 2017

Caviale di Carote Vagabonde

Non so se capita anche a voi d'incominciare una ricetta e poi realizzarne un altra. Perché strada facendo cambio idea, perché il gusto non mi piace e non mi soddisfa.
Cosi è nata questa ricetta di caviale di carote che avevo letto in un libro vegetariano inglese, ma mentre la stavo realizzando non mi convinceva, sentivo che il sapore non andava bene, non era gradevole cosi ho corretto la ricetta al mio personale gusto per renderla più interessante, ecco il perchè del termine vagabonde.
Ho aggiunta la tahina che ha dato cremosità, qualche cucchiaio di ceci lessato, limone e qualche cucchiaio di senape e ora si che sa di qualcosa.
Una ricetta che si presta ad essere protagonista delle tavole dei vegetariani e anche dei vegani, un antipasto gradevole su  dei crostini ma io ho preferita accompagnarla a della focaccia calda con un cucchiaio vicino in modo che ognuno ne prenda la quantità desiderata.
Per tutti quelli che non hanno in casa della tahina, o hanno problemi d'allergia o intolleranza con il sesamo suggerisco per dare cremosità aggiungere la polpa di mezzo avocado maturo al posto della tahina.
L'origine della carota: forse pochi sanno che la carota è originaria dell' Afghanistan, tutt'ora si possono trovare carote nei campi radici di carote rosso e marrone. Dall' Afghanistan arrivano in Medio Oriente, Asia, e Europa, dove invece si trovava la carota bianca. La carota arancione è invece un prodotto relativamente recente, fu inventata in dai giardinieri in onore del Principe d'Orange, da un incrocio tra la carota bianca e rossa, La famiglia d'Orange è oggi la casa Regnante dei Paesi Bassi. . 

Caviale di Carote Vagabonde
Ingredienti:
3 carote arancioni 
60 g grani di sesamo
6 cl olio di sesamo
8 cl olio extra vergine d'oliva
1 bouquet di prezzemolo
Aggiunta
qualche cucchiaio di ceci
1 o 2 cucchiai di tahina o mezzo avocado
1 o 2 cucchiaini di senape di Dijone
una fettina di limone
qualche foglia di menta
1 carota grattugiata, un pezzettino di zenzero fresco

Il giorno prima o la mattina per la sera fate marinare le carote tagliate a piccoli pezzi, con olio di sesamo  e l'olio d'oliva, il prezzemolo, sale e pepe, coprire con pellicola trasparente e lasciate marinare.
Il giorno dopo scolare le carote della marinata e cuocerle a vapore per solo qualche minuto, leggermente cotte la ricette originale invece saltava la cottura e metteva tutto al frullatore..
Metterle in un mix di cucina con qualche cucchiaio della marinata, la tahina (oppure la polpa di mezzo avocado maturo), qualche cucchiaio di ceci, 1 cucchiaino di senape, qualche goccia di succo di limone.
Fate frullare provate la salsa, se serve aggiungere un giro d'olio extra vergine d'oliva, tahina che rende il composto più cremoso, senape, limone e regolate di sale e pepe.
Mettere il caviale nel piatto, un filo d'olio d'oliva e mettere in frigorifero. Prima di servire aggiungere un po di carota grattugiata e qualche foglia di menta e se volete uno spolverata di zenzero macinato o grattugiate del zenzero fresco.



martedì 27 dicembre 2016

Risotto con zucca, mostarda di mela e torrone

Per questa ricetta andiamo nella città di Cremona, in quella parte della Lombardia che viene chiamata bassa padana.
Un piatto che racconta la storia di un territorio, si parte dalla corte dei Gonzaga di Mantova e di quel gusto dolce, salato e speziato molto in voga nel Medioevo, nel Rinascimento e nella cucina della Serenissima di Venezia, grazie al commercio delle spezie con l'Oriente. 
Una cucina che ha influenzato questo territorio, che ci ha regalato: i tortelli di zucca mantovani, i tortelli cremaschi, il tortello della Possenta di Ceresara (quelli con la ciliegia).
Questo per indicare che siamo di fronte a un piatto con degli ingredienti della grande tradizione culinaria italiana, dal sapore antico e speziato, che grazie alla presenza del riso e della zucca diventano più gentili e gradevoli per tutti i palati d'oggi.
Di questo risotto è importante la cremosità che si ottiene mettendo lo stesso quantitativo di zucca e riso, il rapporto della quantità di riso e zucca è importante per un risotto come la qualità degli ingredienti; un buon riso carnaroli e una zucca mantovana o marina di chioggia. 
Per questa ricetta ho deciso di saltare nel risotto il passaggio dell'aggiunta del vino per dare la nota acida che in questo caso non serve perché rovinerebbe il sapore della zucca.
Come la ciliegina sulla torta, il Torrone classico di Cremona con mandorle sopra il risotto prima di servire da un tocco di gusto diverso, in genere viene messo il formaggio grattugiato in questo caso grattugiate del torrone oppure a pezzi che rinforzano il gusto dolce ma che si armonizza molto bene con la mostarda di mela e il gusto della zucca.
Foto come sempre che devo rubare durante il pranzo perché i commensali hanno una fame famelica che non vogliono attendere uno scatto di foto.
Questo risotto è buono fatto e consumato subito oppure come ho fatto io per le feste potete prepararlo il giorno prima, perché è giorno di festa anche per il padrone o padrona di casa.
Il giorno dopo mettete il risotto a gratinare in forno mettendo sopra qualche ricciolo di burro e del parmigiano, poi portarlo in tavola mettendo i piccoli pezzi di torrone e su oni piatto un pezzo di mostarda di mele.

Risotto con zucca, mostarda di mela e torrone
Ingredienti per 4 persone:
320 g di Riso Carnaroli Italiano o Vialone Nano
320 g di Zucca Mantovana al netto (almeno 650g se invece è da pulire )
Brodo vegetale con dado o fatto da voi
50 g di mostarda di mele ma io consiglio 100 g (consiglio d'abbondare)
40 g di mostarda di mele per la decorazione
olio
burro
1/4 cipolla
50 g formaggio grattugiato

Pulire la zucca eliminando i filamenti interni e la buccia, tagliare la polpa a cubetti
Prendere la mostarda di mela, scolarla dal liquido di conserva e farla a piccoli pezzi.
Pulire la cipolla farla a piccoli pezzi, metterla in tegame a imbiondire con 2 cucchiai d'olio d'oliva e 2 noci di burro.
Dopo avere fatto leggermente imbiondire la cipolla, aggiungere la zucca tagliata a cubetti, farla leggermente soffriggere e poi aggiungere un mestolo di brodo caldo, per cuocerla e farla sciogliere fino a che non diventi una purea.
Aggiungere quindi il riso facendolo tostare per due minuti.
Unire il mestolo di brodo e portare a cottura.
Qualche minuto prima della cottura completa aggiungere la mostarda di mela fatta a piccoli pezzi 
Una volta completato la cottura.
Spegnere il fuoco e mantecare il risotto con due noci di burro e il formaggio grattugiato (NB se potete anche visto che è Natale e Capodanno, aggiungere uno o due cucchiai di mascarpone).
Mettere il risotto in una legumiera o in una zuppiera
Fare a piccoli pezzi un torrone e metterlo sopra.
Preparare i piatti mettendo un pezzo di mostarda di mela e uno di torrone.

Buon appetito




mercoledì 7 dicembre 2016

Hummus di Zucca Marina di Chioggia

Un hummus dal sapore un po' diverso del solito, diciamo che ai miei amici di Gerusalemme farebbe sbellicare dal ridere, ma tanto loro non lo sanno, non glielo diciamo che l'hummus si può fare anche con la zucca.
Questo perché loro non conoscono le nostre zucche e il nostro utilizzo della zucca in cucina, hanno delle varietà di zucca diverse più simile alla zucca napoletana che alla zucca di Chioggia o Mantovana.
Io penso che la varietà della zucca sia importante per la riuscita di una ricetta, io consiglio una Zucca Marina di Chioggia che è verde e dura fuori e una polpa giallo arancione leggermente zuccherina con una nota salata che esalta le proprietà gustative, grazie alla salsedine degli orti lungo il litorale di Chioggia,  in alternativa potete usare una Zucca Mantovana, che una polpa sempre bella arancione e pastosa.
Anche questa volta non è proprio una ricetta seria, basta avere un frullatore, non ci vuole molto, consiglio solo di cucinare la zucca al vapore invece di lessarla, in questo modo il suo sapore si preserva di più.
Si tratta di un hummus senza aglio perché io non lo tollero anche se so che contribuisce a dare sapore io non lo uso e preferisco aggiungere più paprika, sale e pepe.
Dal punto di vista nutrizionale l'hummus è interessante per utilizzo della tahina, la salsa di sesamo, che contiene uno degli amminoacidi essenziali la metionia, che deve assunta solo tramite l'alimentazione perché il nostro corpo non è in grado di sintetizzarla. Gli altri amminoacidi essenziali sono fenilalanina, isoleucina, istidina, leucina, lisina, treonina, triptofano, valina.
La cultura del sesamo ha origine molto antiche fu portata in occidente dai soldati Romani che erano stati in Medio Oriente, dal momento che era un alimento molto facile da portare. I soldati romani lo portavano nella loro sacca e lo diffusero in tutto l'impero, usavano pestarlo per insaporire il pane che veniva dato ai soldati.
Si può fare anche in casa la tahina basta tostare i semi di sesamo metterli in un frullatore aggiungere olio d'oliva sufficiente per ottenere una purea .
Ricordate che il sesamo è anche uno degli alimenti più allergizzanti, quindi chiedete sempre prima ai commensali se hanno dei problemi con il sesamo, ci sono ben 2 milioni d'italiani che sono potenzialmente allergici al sesamo.

Hummus di Zucca
Ingredienti:
200 g di Zucca Marina di Chioggia o Zucca Mantovana già pulita
1 confezione di ceci in scatola già cotti
2 cucchiai di tahina
il succo di mezzo limone
1 cucchiaio di cumino
1 ciuffo di prezzemolo
Olio d'oliva extra vergine
paprika
sale e pepe

Cuocere la zucca al vapore oppure lessare la zucca
Prendere un robot da cucina oppure un frullatore
Mettere la zucca cotta
I ceci scolati della loro acqua di cottura conservando l'acqua di cottura
Il succo di mezzo limone
Due cucchiai di tahina
Il cumino
Un po' del prezzemolo lavato
Un po' di paprika
sale e pepe
1 o 2 cucchiai d' Olio d'oliva extra vergine
Frullate per ottenere una crema, se troppo dura potere aggiungere un po di acqua dei ceci che avete messo da parte, se invece troppo liquida ( se avete lessato la zucca)  potete aggiungere del pangrattato.
Consiglio sempre d'assaggiare la preparazione in modo da regolare di sale, pepe, paprika e limone.
Mettere in una ciotola, decorare con un cucchiaio di ceci cotti, un pizzico di paprika, un giro d'olio d'oliva extra vergine, una foglia di salvia e accompagnare con del pane o grissini.


martedì 15 novembre 2016

Torta fine alle mele con vaniglia e cannella

Iniziamo nel dire che non sono un pasticcere, quindi mi adatto a ricette semplici che tutti sono in grado di fare. Vivo in una valle dove non c'è una pasticceria, quando ho ospiti vado nella cittadina di Locarno per comprare una torta in Pasticceria, oppure a volte porto a casa qualche torta il venerdì, quando faccio un salto fino a Milano.
Dalle mie parti farsi le torte in casa sono una necessità. Mi piacciono le torte fini con basi sottili con la frutta. In Italia non c'è una grande cultura delle torte fini, c'è più una cultura delle torte lievitate, in parte perchè non ci sono delle ottime paste sfoglie in vendita, in parte perchè la cultura per tradizione della pasta sfoglia è francese dove regna il burro..
Ma se vengono all'improvviso ospiti cosa fai? Tengo sempre una pasta sfoglia in frigorifero o nel freezer, di quello fatte con il burro che acquisto ai supermercati Migros, ci sono anche in Italia quelle fatte con il burro sia da Picard surgelate che al supermercato come la Pasta Sfoglia sfogliata di Giovanni Rana.
Questa torta come avete capito è una torta d'emergenza perchè tre mele e una pasta sfoglia in casa si possono trovare sempre! Premetto è una torta non da pasticceri ma da praticoni, fare bella figura con poco molto poco, mi sento bravo ad avere tagliato le mele.
Potete adoperare tutti i tipi di mele che volete io preferisco le Mele Golden perchè hanno la polpa succosa, zuccherina e croccante, una mela che conserva un buon aroma anche fuori stagione.
Una torta dal buon rapporto qualità prezzo, nonostante questa torta preveda la pasta sfoglia con il burro e la panna, ha poche calorie più o meno 250 kcal a porzione se divisa in otto belle fette grandi, questo perchè la pasta sfoglie è sottile e ci sono le mele che fanno molto consistenza. Inoltre c'è poco zucchero perchè le mele sono molto dolci e non ne hanno bisogno.


Torta fine alle mele con vaniglia e cannella

Ingredienti
1 base di pasta sfoglia
3 Mele Golden
1 bacca di vaniglia oppure vanillina
Cannella
50g di zucchero
facoltativo composta di mele *
5 cucchiai di panna per dolci va bene anche la panna vegetale
mezzo limone
Zucchero a Velo

Pulire le mele, sbucciarle, togliere il torsolo e farle a fettine sottili aggiungendo qualche goccia di limone per non farle diventare nere
Accendere il forno a 200°
A questo potete decidere se adoperare una teglia da forno grande come la pasta sfoglia
Personalmente preferisco adoperare il ripiano del forno grigliato al quale metto sopra un foglio di carta da forno.
In genere le basi di pasta sfoglia contengono già un foglio di carta da forno che io tengo, quindi metto la base su due fogli di carta da forno cosi evito che mi cuoce troppo la base.
Bucherellare con una forchetta la base di pasta sfoglia.
A questo se volete potete mettere sulla base qualche cucchiaio di composta di mele avendo l'accortezza df stare un centimetro distante dal bordo. Potete utilizzare della composta acquistata oppure fatta da voi semplicemente facendo cuocerle due mele in forno e poi mixare la polpa al frullatore con un po' di zucchero e cannella.
Mettere le fette di mele a cerchio avendo cura di stare distante dal bordo almeno un centimetro come in foto, prima quelle esterne poi quelle interne.
Mescolare zucchero al quale aggiungere i semini della vaniglia ricavata dalla bacca oppure della vanillina in polvere.
Dividere in due, il primo lo distribuite metà sulle mele, l'altra metà metterlo nella panna, meta del composto panna lo distribuite sulle mele, l'altra metà lo mettete da parte.
Ultimate le mele distribuendo sopra la cannella in polvere e mettere in forno
Dopo 15 minuti di cottura consiglio di portare la temperatura a 160°, dopo dieci minuti di cottura togliere la torta dal forno e aggiungere altra metà del mix panna, zucchero e vaniglia, completare la cottura ancora per 10 al massimo 15 minuti.
Togliere dal fuoco e fare raffreddare.
Completare prima di portare a tavola con dello zucchero a velo.
Potete presentarla accompagnata con una palla di gelato alla vaniglia e qualche pezzo di zenzero candito.


Per saperne di più sulle mele: che cosa a livello nutrizionale collega le mele con il cacao? Epicatechina, è un flavonolo (antiossidante) che si può trovare anche in uva, tè (tè nero). La ricerca ha dimostrato che il consumo di prodotti con un alto contenuto di Epicatechina possa avere molti benefici per la salute. In particolare nelle ricerche medico scientifiche è emerso un ruolo protettivo nei confronti di malattie cardiache, diabete e cancro in particolare del cancro alla pelle. Questo ci ricorda di quanto siano importanti il minimo delle 5 porzioni di frutta e verdura al giorno unito a un corretto stile di vita che prevede anche movimenti fisico. In qualsiasi caso sembra che il quantitativo di due o tre mele al giorno in associazione e/o gli altri alimenti ricchi di Epicatechina sia sufficiente per avere dei benefici per la salute.

domenica 30 ottobre 2016

Come fare mangiare lo sgombro fresco ai bambini? Sgombro alla mediterranea e sgombro alla nordica

Claudia M, Viareggio: Hai qualche idea per fare mangiare lo sgombro ai bambini?

Fare mangiare il pesce ai bambini non è facile, perché fanno le scelte in base al loro senso del gusto che è differente rispetto al senso del gusto dell'adulto.
È inutile dire dell'importanza che riveste il pesce azzurro ed in particolare lo sgombro, ricco d'omega 3 che è in grado d'accompagnare il bambino in questa fase di crescita. Il contenuto d'Omega3 è importante non solo per i bambini ma anche per gli adulti, sono refrettari al pesce come i bambini, ma ricordate è molto meglio assumere il pesce a tavola che assumere i supplementi.
Come fare per i bambini? Bisogna giocare d'astuzia o molto semplicemente ascoltare i bambini, lasciate stare le ricette che ci sono nei libri di cucina sono ricette che si facevano una volta, sono ricette per adulti ricche di aglio e cipolla che i bambini non gradiscono.
I bambini fanno difficoltà a mangiare lo sgombro per tre motivi principali: l'odore, le spine e il sapore. L'odore perché lo sgombro è ricco di grassi buoni ma che deperiscono molto facilmente ed emanano quel caratteristico odore di pesce che i bambini che hanno olfatto sensibile non è gradito. Attenzione non è solo un problema di facile deperibilità del pesce anche una cottura non idonea può dare cattivo odore allo sgombro,
Le spine, lo sgombro è pesce buonissimo ma pieno di spine, i bambini hanno la fobia delle spine del pesce, la migliore soluzione solo i filetti che grazie a dio li troviamo già pronti al supermercato, ma se siete delle brave chef potete farlo anche a casa ma dovete allenarvi un po' per imparare a ricavare dei filetti dal pesce.
Il gusto, non è sempre gradito quello delle ricette classiche, ci sono più modalità per rendere lo sgombro più interessante, come preparare il pesce con ingredienti che ai bambini risultano più graditi oppure molto apprezzato dai sei anni in poi è rendere il sapore del pesce più gradevole con una salsa.
Una sola attenzione in particolare per i bambini inferiori a tre anni, che possono avere già avuto problemi con alimenti che rilasciano istamina. Lo sgombro deve essere fresco in caso contrario sono possibili delle reazioni allergiche nei bambini più sensibili all'istamina. Quindi non è sufficiente che il pesce non sia fresco, ma nello sgombro l'odore di non fresco è più forte che in altri pesci, bisogna che sia una sensibilità ad alimenti che rilasciano istamina. 
Vediamo queste due ricette che prevedono cotture breve a filetti, sane e poi vorrei anche sottolineare ottimo rapporto qualità / prezzo di questo pesce.

Sgombro alla Mediterranea
Una delle ricette più semplici adatte ai bambini con ingredienti che loro conoscono e apprezzato come i pomodori qualche oliva e qualche cappero con il basilico.
Ingredienti per quattro persone
2 sgomberi cioè quattro filetti di sgombro puliti
200 g pomodorini datterini
qualche foglia di basilico
olio extra vergine d'oliva
qualche cappero e qualche oliva a secondo del gusto
sale

Pulire bene gli sgombri tamponarli con la carta da cucina
Prendere una terrina per andare in forno, rivestirla con carta da forno
Un filo d'olio extra vergine d'oliva
Mettere sopra i filetti di pesce
Distribuire i pomodori datterini fatti a piccoli pezzi
qualche cappero o oliva per insaporire
foglia di basilico
Un filo d'olio extravergine d'oliva
Mettere la terrina in forno a 150°-170° per dieci max quindi minuti
Il tempo è importante perché per essere gradevole e delicato al palato deve cuocere poco.
Una volta cotta spegnere e portare in tavola
Buon Appetito


Sgombro alla Nordica

Ho vissuto il Svezia un anno e in questo paese mangiano il pesce in particolare il salmone con le salse. Ogni volta che andavo al ristorante era uno lotta tra me e i camerieri per non farmi mettere le salse sul pesce. Appena mi giravo mi ritrovavo un cucchiaio di salsa sul pesce, che mi irritava non poco.
Ho pensato a questa salsa per fare piacere ai bambini e ai ragazzi lo sgombro. Più che tendere a coprire il sapore e l'odore, la salsa lo esalta gli da un sapore più forte, mi dicono non sembra neanche pesce. Si tratta di una tipica salsa che in Svezia servono sul salmone l'ho un po' rivista e corretta per adeguarla al sapore dello Sgombro.
Personalmente preferisco mettere la salsa sul dorso, sulla pelle del pesce, che assimila il sapore più delicatamente, oppure direttamente sulla parte bianca del filetto è solo una questione di gusto.

Ingredienti:
2 Sgombri o 4 filetti di Sgombro
Sale  e  pepe
Per la salsa
2 cucchiai di senape
1 cucchiaio e mezzo l'olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di miele

Pulire bene gli sgombri tamponarli con la carta da cucina.
Prendere una terrina per andare in forno, rivestirla con carta da forno.
Mettere il pesce con un filo di olio sale a riposare qualche minuto in un piatto fondo.
Preparare la salsa in una ciotola o in una tazza amalgamare gli ingredienti della salsa prima la senape, poi il miele e poi l'olio extra vergine d'oliva.
Prendere il pesce e metterlo sulla terrina con la pelle verso di voi come in foto e mettere un po di salsa sopra, non aggiungere olio.
Potete anche mettere il pesce con il verso della pelle sulla carta del pesce, per poi il pesce assorbe più salsa, la prima volta forse è meglio fare come ho scritto prima.
Mettere la terrina in forno a 150*-170° per dieci max quindi minuti
Il tempo è importante perché per essere gradevole e delicato al palato deve cuocere poco.
Una volta cotta spegnere e portare in tavola, io preferisco impiattarlo capovolto con il filetto a faccia in sù e la salsa sotto, potete aggiunge se piace la salsa sopra e accompagnare con un contorno gradevole e colorato un po' insolito come il pomodoro e uva o kiwi e prugne.